Gli era succeso in età preadolescenziale. Era manìa, quella dei suoi, di volersi recare, estate dopo estate, nella stessa isola greca .
Lì, in uno di quei pomeriggi, mentre loro sonnecchiavano all'ombra dell'unico albero presente a giro di sguardo, in mancanza d'ispirazione, Marcolino s'era dato a trastullare con le manine dei sassetti infuocati.
Forse fu il sole a scoppio sul cranio lucente, forse che il signor X tornava infuriato dalla rottura della riunione condominiale cui era stato costretto. Mentre malediceva sé stesso per aver inopinatamente acquistato un monolocale in quel luogo sperduto, l'immagine del pargoletto gli comparve improvvisa nel campo visivo . Dal lontano delle sue origini sconosciute ( che, creatura, l'avevano trovato sotto il cartone del coperchio d'una scatola lasciata accanto al portale della chiesa cattedrale a Caioncola) dovette riattivarglisi un frustolo di cromosoma che veniva giù dritto da Erode, appena una mezza tripletta.
A contrasto con l'atra bile che gli pervadeva il core, l' occhio rosso d'ira, torvo al pari del Caronte di dantesca memoria, vide il bimbetto innocente e così, su due piedi fu afferrato dall'impulso di dare altro sfogo al malanimo che la recita del rosario porcino non aveva alleviato.
Così, altro non seppe fare che girarsi a dargli le spalle, abbassare il costume e fuggir via balzelloni sulla sabbia rovente.
Più che lo spavento per la comparsa improvvisa del paio di chiapponi, a impressionare Marchino fu la scoperta al vederli neri di pelo, mentre lui, fin lì, aveva creduto che i capelli crescessero solo sulla testa . Detto fatto, iniziò a piangere e durò un pezzo, ché i suoi gliene suonarono di santa ragione a sentire che, tra un singhiozzo e l'altro, non la finiva più di dire " culo, culo! ".