ROMA - In queste ore sta circolando una mail in arrivo da un sedicente 'signor Montorsini' con cui si chiede di verificare se il proprio nominativo compare in una presunta lista di indagati ma che in realtà, se aperta, avvia un programma che installa sul pc un codice malevolo. L'allarme arriva dalla polizia postale, che ha già avviato le indagini per capire la provenienza del messaggio. 





Dedicato a DARIO
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Una storia che ha dell'incredibile quella di Thomas, diventato uomo da diversi anni. E' sposato e sua moglie non può avere figli... Così, ci ha pensato lui. Il numero di aprile di The Advocate, rivista gay americana, racconta la vicenda. Thomas Beatie dell’Oregon un tempo donna, aspetta una bambina ed al quinto mese di gravidanza . Il racconto parte dal momento in cui Thomas decide di cambiare sesso, con la rimozione del seno e le iniezioni di testosterone.
Il transgender però decide di non farsi rimuovere la vagina. Negli anni a venire, si sposa con Nancy Beatie.Ma la moglie non può avere i figli, decidono che la gravidanza tocca a Thomas.
"Come ci si sente ad essere incinto?" Una sensazione incredibile, scrive Thomas. "E, nonostante la mia pancia cresca giorno dopo giorno, io mi sento in uomo. Quando mia figlia nascerà, io sarò il padre e Nancy la madre". La gravidanza è stata resa possibile da una banca del seme, dove Thomas ha acquistato delle fialette per l’inseminazione domestica.


In cella, non sa (so) perché. E’ epoca 800. Come si risvegli all’improvviso e si trova lì. Guarda e insieme uno sguardo l’osserva e lo descrive come una telecamera. L’ambiente, del tutto spoglio, è luminoso.
All’esterno della cella, dove è più scuro, una figura forse mantellata di anziano o anziana si sta muovendo per uscire dal carcere.
La bambina si muove , sa del carcerato, lo ha visto nell’interno ed è uscita dalla cella traversando incorporea la porta. Ha la frangetta, come sia la bambina di pietra al cimitero in piedi accanto al fratellino morto, quella che dicevano, o credeva, della bomba a via Caporali, che si lamentò a lungo per morire.
Nella cella lui guarda, ma non vede ancora che nell’ambiente in basso c’è un altro che l’occhio narrante ha già inquadrato come figura piena e ora ne mostra appena l’orlo di una tela bordata in rosso porpora, color Tunica.
Al di là della porta, la figura s’è calata il cappuccio e sta movendo all’uscita.
La bambina la segue, l’attraversa a ricordarle quelli chiusi all’interno, ma è ignorata, incorporea com’è, grigia di pietra come il resto nell’ombra. Ora quella sta uscendo, lei le prende rapida la chiave e la passa sotto la porta della cella prima di portarsi all’esterno.
Dentro hanno visto la chiave, disserrano la porta, la chiudono alle spalle e attraversano lo spazio scuro per uscire all’esterno fuggitivi.
Solo ora lui si rende conto d’aver lasciato gli occhiali nella cella perché ha la vista opaca e torna indietro con l’ansia di far presto.
Dà i giri alla chiave, torna dentro e prima di mettersi a cercare li vede nell’angolo a destra, li prende ed esce, rinserra la porta, passa sotto la chiave e va verso l’incerto dell’esterno oltre la porta di assi de legno scuro attraverso cui filtra la luce.
"Vivere così, a cercare di essere per essere accettato. Questo è lo sbaglio. Sono gli altri che devono farsi accettare da te.
Invece tu ti comprimi per adattarti agli altri. Ti ho visto troppe volte mentre ragionavi a macchinetta per centellinare, selezionavi le emozioni, soprattutto quando dovevi esprimere quello che veramente sentivi.
Ne usciva sempre qualcosa di molto ragionevole, mentre dietro quei tuoi occhi attentissimi si intravedeva la ridda di emozioni.
D'altra parte della vita ci si può nutrire in due modi: o si ciuccia o si mastica. Fermezza e dignità, ecco, e affanculo chi non ci apprezza."

Aroma di Pino (riedizione)
Nell’ascensore ho ritrovato l’odore di pino invecchiato. Quel salire di allora, affrettato, e riscendere 

Ecco, domani mi confronterò col racconto della Woolf "La signora nello specchio", ovvero, come la realtà di un esistere osservato sia poi diversa dal vissuto soggettivo, multiforme, dell'esistente.