
ACQUASTICANDO
E’ scivolata da un pinzo dell’ombrello e mi si è spiaccicata sul dorso della mano. Un po’ è saltata via, un po’ ne è rimasta.
L’ho guardata e m’è venuto su un pensiero. Quante storie ci sono in una goccia d’acqua?
Quali visi, in pioggia o lacrima, avranno bagnato le sue molecole, quali corpi morbidi in vasche di porfido, o irsuti negli stagni fangosi di una savana?
E da quale mare saranno salite, a formare nuvole fuggenti?
E come si sono mischiate fra loro, in un eterno percorso di terra e cielo e anfratti e rivoli e mari aperti. E poi cloache, sottoterre a scorrere fino al vulcano e di lì riversarsi col fango di lava a soffiare vapori.
A quante rugiade saranno appartenute nei mattini di pleistocene, a quali paludi, miste col sangue di caduti in mille battaglie.
E se almeno una, una sola molecola avesse sfiorato nel sudore del corpo Nefertiti la Bella, mentre velata dalle cortine volgeva lo sguardo al regno di Aton, o dallo Scamandro avesse potuto cogliere un attimo di Elena lontana da casa.
E poi il Fiume Giallo, le cascate Vittoria, il primo Battesimo…..Pensavo a tutto questo, quando una folata di vento mi ha rovesciato l’ombrello.
Sono tornato a casa zuppo e infreddolito.Doccia, accappatoio e phon.
Un po’ nello scarico, un po’ in lavatrice, qualcosa in vapore, ecco qua: fine d’un pensiero, il mio, vasto d’Infinito