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Magari prima dovremo conoscerci un attimo, o no?

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venerdì, 30 marzo 2007


lavoriincorso

 


Pioveva che Dio a mandarla giù. Di fronte, i tre alberi stecchiti d’inverno, grandi, e lui a pensarsi bambino  inerpicato sui rami, la madre sotto a richiamarlo allo stremo. Era nato così, fatto a spingersi in alto, come la volta ch’era salito su una sedia e, sporto a vedere il mondo dal davanzale d’una finestra, due mani ghiacce l’avevano ripreso al seno, strette, a pensarlo tonfato sull’asfalto della piazzetta. Sempre così era stato, un guardarlo a vista nello spingersi oltre.

Guardava lo svolgersi degli alberi, larghi alla base e poi salire in rami assottigliati a far dita nere e contorte contro il cielo. Non una foglia nuova, ancora, solo poche sul basso, diradate, a far giallo secco d’una stagione trascorsa. “ Quanto tempo è passato?” si chiese a ricordare. E s’accorse all’istante del nero che gli portava su il pensiero e si distrasse a sfiorare il corpo accanto.


Leila distolse gli occhi dalla pagina e, rivolto il capo a sorridergli lieve, gli chiese con lo sguardo e la musica forte nelle orecchie. Lui crollò il capo. “Non c’è materia“ voleva dirle, senza interromperla per quella partita che si svolgeva, sciocca per qualunque  campionato di serie, fosse  stata pur infima.


Nella noia avvolgente della sera , fuori a piovere e vento e dallo schermo un nulla, prese la decisione di portarsi a distanza dal divano e, giunto alla scrivania, digitò quel qualcosa alla tastiera sperando. A Leila la bestemmia urlata giunse distinta dal fondo musicale. Girò lo sguardo e lo vide anche a distanza, quel blu di schermo e lui  teso allo sforzo di trattenere il pugno, a non colpire quel “In Manutenzione” che compariva scritto.   


 


postato da: Opposite alle ore 20:48 | link | commenti (9)
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giovedì, 29 marzo 2007





Quanti sono ancora i miei vecchi lettori di corte? Posso solo dolermi che le miserie dell'età colpiscano sovrani e ministri. Un tempo avevo grandi ambizioni- ma ormai sono così tenui; ho perduto ogni illusione e non mi preoccupo di cercare la verità. Mi ritraggo e cerco risposte semplici, ma tutto sembra confuso. Davanti alle difficoltà mi arresto; esauriscono le mie energie. Da molti anni ormai trascuro la poesia, e annaspando vergognoso alla ricerca di frasi acconce, scopro polvere sul mio pennello. [ K'ang-hsi 1720 ]



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lunedì, 26 marzo 2007

ManilaL'uomo in camicia bianca è un frate Francescano.Loro sono venti donne abbandonate dai mariti con tutti i numerosi figli. Vivono in una baraccopoli appena fuori Manila. Unico mezzo di sopravvivenza, la prostituzione a cui si dedicano le madri, la raccolta di bottiglie di plastica in cui si impegnano i figli. Non si parla di scuola, servizi sociali, assistenza. L'unico a dar loro una mano è il frate, malvisto dai protettori e dallo sgherro che affitta loro il pezzo di terra accanto al fiume su cui hanno alzato le loro baracche. Mi ero proposto di aiutare un bambino perché andasse a scuola, il figlio di Angelica. Guadagna 1' 5 euro al giorno a raccogliere plastica. La scuola costerebbe 50 euro una tantum e 50 centesimi al giorno per l'occorrente, libri, cancelleria e vestiario incluso.Altri 50 centesimi bastano per il pasto quotidiano. Ma non si può aiutare uno solo, il gruppo, ora unito, ne risentirebbe. Allora è preferibile che il buon frate insieme alla parrocchia predisponga un piano di istruzione di base e corsi per insegnare un lavoro qualsiasi.Come quello già tenuto da un elettricista da cui hanno appreso come si aggiustano i ventilatori, lì in voga, o da una sarta da cui alcune donne hanno imparato lavori di sartoria. Vedremo cosa e come poter fare qualcosa di utile. Ne darò notizia e chi vorrà privarsi almeno di 10 euro al mese sarà benvenuto. Ah, un'altra cosa:il Governo, d'accordo con le case farmaceutiche, ha reso illegale la spedizione di farmaci dall'estero. Certo, a ben pensarci, tutto ciò è indubbiamente meno grave di quello in cui dobbiamo essere più impegnati per grazia di Dio: che il sesso e l'amore siano consentiti solo a chi ha contratto matrimonio Cristiano. Benedica, Padre, benedica!
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mercoledì, 21 marzo 2007









E si sentì un galoppar confuso nel corridoio e sciabordìo d'acque nelle brocche ad urtarsi e un pisticciar di passi affrettati sul bagnato del piancito. Uscendo dal distaccato contegno, la contessa s'affacciò alla porta del salotto e trasalì alla scena delle fantesche a correre in un verso e nell'altro col barboncino impazzito ad arfeggiare tra gli orli delle gonne mosse. In fondo, alla porta dello stanzino da toeletta, la governante muoveva le braccia ad incitare. Dall'interno giungeva a tratti la voce della contessina a dominare l'orgasmo della scena coi toni del capriccio di alterigia. E furon schiaffi a verso di mano inanellata della madre, e tirar chiome a strappo, alla figliola che s'era incaponita a voler piena  d'acqua calda la tinozza del bagno con tutto ch'era fallata come l'elmo di Anselmo.







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lunedì, 19 marzo 2007



Dal CATECHISMO CONIUGALE (Onorato di Balzac, Fisiologia del matrimonio):


XXXI: In amore, fatta astrazione dell'anima, la donna è come una lira, che non confida i suoi segreti se non a quello che la sa ben suonare,   XXXII: Indipendentemente da un movimento repulsivo, esiste nell'anima di tutte le donne un sentimento che tende a proscrivere, prima o poi i piaceri sforniti di passioni,..    XLIII: La potenza non cosiste nel colpir forte e spesso, ma nel colpir giusto....   LI: l'uomo che entra nel gabinetto da toeletta di sua moglie, o è un filosofo o è un imbecille.


postato da: Opposite alle ore 23:18 | link | commenti (9)
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martedì, 13 marzo 2007









Fu un battito d'ala a risvegliarla. Aprì gli occhi dal sonno, restò abbagliata dallo splendore del sole e strabiliò a trovarsi così, all'improvviso, nella solitudine assolata d'un deserto. Monti in fondo, lontani, e null'altro che sabbia ardente intorno. Prima pensò d'essere ferma in un sogno, poi si ricredette alla vista d'una lucertola che arrancava lì accanto sorpresa quanto lei di vederla. Più in basso, notò delle orme pestate da qualcuno che si era diretto verso destra a perdersi dietro le rocce affioranti, scure. Vincendo l'incertezza le raggiunse e prese a seguirne la traccia. S'era appena avviata che l'occhio le cadde al polso e all'orologio che segnava le otto e zero nove.....cliccò su Pubblica Post e corse via a congiungersi alla realtà del suo tempo.....'cidenti che mi veniva bene....










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domenica, 11 marzo 2007





E sì, proprio quell'espressione ho fatto oggi. Da quando avevo sette anni mi era tornata alla memoria solo pochi giorni fa, non so dire perché e dico davvero. Padroni di credermi o no. Oggi ho ricevuto una telefonata così : Scusi, mi scusi, lei è......?. -Sono io- ho risposto -chi parla?-. Lì ho sentito che, molto commossa, la signora dall'altra parte diceva - Scusi, mio nonno aveva un fratello...che era fratello di suo nonno -. - E allora lei è Serenella - l'ho interrotta mentre lei scoppiava a piangere nel chiedermi:-Si ricorda di me?- Ho sentito come un calore di cuore mentre la memoria saettava verso il passato. - Certo che mi ricordo ! Mi ricordo gli orecchini d'oro a cerchio e i capelli biondi -. - E gli occhi ?- mi ha chiesto - Gli occhi di che colore?-. - Chiari e brillanti, azzurri -. - Verdi - mi ha corretto. Poi ci siamo detti l'età, ha 14 anni più di me, le ho ricordato come sua madre Sidonia fosse bravissima a cucinare lumache, della casa ai limiti della città dove mi portavano i grandi.....sì, la settimana prossima ci incontreremo. Non so perché, ma le coincidenze ( sincronicità alla Jung) mi lasciano sempre in sospeso.



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sabato, 10 marzo 2007









" La pietra appartiene al proprio solitario luogo fra il lago e il colle; la beata solitudo e il genius loci, la magia del luogo eletto e intoccato, danno forma alla sua forza espressiva"..."Armonie e disarmonie colmano l'aria intorno alla pietra, ricordi di lontani tempi passati, visioni nel futuro celato, riflesso di un mondo lontano eppure cosidetto reale, in cui la pietra cadde dal nulla. Un'insolita rivelazione ed esortazione"[C.G.Jung]
postato da: Opposite alle ore 22:10 | link | commenti (3)
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venerdì, 09 marzo 2007



Che bel tempo era quello nel quale ogni cosa era viva secondo l'immaginazione umana e viva umanamente cioé abitata o formata di esseri uguali a noi ! quando nei boschi desertissimi si giudicava per certo che abitassero le belle Amandriadi e i fauni e i silvani e Pane ec. ed entrandoci e vedendoci tutto solitudine pur credevi tutto abitato e così de' fonti abitati dalle Naiadi ec. E stringendoti un albero al seno te lo sentivi quasi palpitare fra le mani, credendolo un uomo o donna come Ciparisso ec.! E così de' fiori ec. come appunto i fanciulli. [ G. Leopardi, Zibaldone di pensieri, 64 ]

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mercoledì, 07 marzo 2007



A chi mi sia amico:



La tua virtù è tale, tale il piacere



Sperato della tua dolce amicizia



Da farmi piegare lo spirito ad ogni fatica



E da indurmi a vegliare le notti serene.



E tento per te di comporre parole,



un canto che sia come una chiara luce



da spandere nella tua mente,



sì che tu possa a fondo vedere le cose nascoste.



                   (De rerum natura, I, 140:145)

















postato da: Opposite alle ore 20:55 | link | commenti (8)
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