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Magari prima dovremo conoscerci un attimo, o no?

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martedì, 27 febbraio 2007



E' ogni volta un sentirsi piccoli, sovrastati da enormità di pietra. Difficile anche pensare che l'Uomo con le sue mani possa aver trasportato e rizzato quei birilli. incastrando sopra la loro altezza dei macigni squadrati. Piccola cosa, l'Uomo, al cospetto degli Dei, quelli che non esistono più, dicono. Eppure, nonostante sostituzioni e avvicendamenti, sembrano aleggiare lì con tutta la loro immutata potenza. Almeno a me che resto un invincibile sognatore, è sembrato così
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mercoledì, 21 febbraio 2007


DELUSIONE


Scese dal treno del ritorno con un'unica idea in testa, fissa: arrivare a casa e dare martellate al pc e al modem fino a ridurli in polvere. Non c'era delusione in lei, stavolta, ma rabbia determinata. E la vergogna di chiamarsi Libellula di fronte alla moglie inviperita, nientemeno, d'un macellaio attempato di paese.

E sì, era stata un pezzo ad aspettarlo sotto la pensilina, a ripararsi dalla pioggerella uggiosa. Cielo plumbeo, raffiche di vento a sparger acqua in ogni verso e un che di desolante in quella stazioncina sperduta.

"Allora domani alle 11 alla stazione. Sarò lì ad aspettarti",aveva concluso la chattata Ricciolo@ con la consueta manina smile a salutarla.

Ricciolo, bel nick per quel giovane,simpatico ragazzo che le donava allegria sera per sera ormai da sette mesi.E lei a sostenerlo, a nutrirlo di saggezza a pazientare coi genitori, con lo studio per l'università on line che lo teneva occupato a distanza nel piccolo paese.Di che studio si trattasse, in realtà lei non l'aveva ancora ben capito, ma che opportunità, s'erano detti e ridetti, questo spaziare a superar distanze, questo conoscersi intimamente con chi non s'è mai visto. Certo, limiti potevano esserci, dicevano, e incontri deludenti, ma poi si sa, con l'esperienza...

Una folata di vento gelido e umidiccio l'aveva fatta riscuotere."E se non arrivasse?",e aveva avvertito un che di samrrimento. Ricciolo@, altro non sapeva da che, scesa dal treno in impeto,l'acqua della pioggia aveva mandato in corto il cellulare che teneva in mano. Non aveva avuto tempo di pensare altro, che una donnetta grassa uscita dal chiuso della biglietteria le si era fatta incontro per apostrofarla a voce dura:"E' lei Libellula Azzurra?".


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lunedì, 19 febbraio 2007

DELUSIONE




Ecco, adesso è di là, ripiegata sul letto e su sé stessa come fa un riccio a proteggersi la pancia.Delusa, sì delusa da questo uomo che per un attimo ha perduto la dolcezza che la nutre.Ho pazienza, io. Troppa ne ho avuta a calmare la sue ansie, a rafforzarla in ogni incertezza, a sostenerla nella lotta infinita.Il padre, le sorelle e la madre, tutti uniti a darle contro da sempre,a irriderla per via del carattere docile e di quel suo piangere delusa in ogni aspettativa di riconoscimento.Ho retto a lungo con la pazienza infinita del mio amore ad aspettarla. Oggi no, non ce l'ho fatta, non potevo. Tutto posso per lei, tutto ho potuto. Non potevo sorridere e trattenere una volta in più il mio disappunto.La frittata con la cipolla no, quella non doveva farmela.




 

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sabato, 17 febbraio 2007



No, non è mio nonno vero e proprio, è l'espressione che fece mio nonno quando trovò infilato sotto il letto di mia zia Adelaide, ch'era poi sua figlia, quel debosciato del figlio del Paolino. Giorgetto si chiamava e, al dir dei più, poco e nulla capendo, d'una sola cosa andava rinomato : ciular vergini per poi vantarsene al caffé della piazza. "Dette quell'unico urlo e se ne uscì dalla stanza " dicevano in famiglia a proposito del nonno, senza voler mai dirmi di più. Come andasse la cosa, l'ho saputo giorni fa per caso, leggendo una sua carta ritrovata in soffitta. Ecco, tutto avrei creduto, ma non che mio nonno avesse potuto, lui, detto così perbene e portato d'esempio a noi di casa e fuori. Se qualcuno dovesse leggere quelle righe vergate di sua mano, sarebbe uno stravolgimento totale dei sentimenti e dei rapporti di sangue. Pensa poi se dovesse solo intuirlo zia Adelaide che, per quante ne dovette subire per essere stata colta in fallo, finì a trovare  scampo nel monacarsi. Suor Orsola si chiama da allora. Poi, zia Marcella e suo marito, che tanto fecero e brigarono con le loro conoscenze finché nonno si ebbe l'onorificenza di Commendatore, e il Circolo che lo volle Presidente e tutti gli altri. E mia madre che ha sempre attaccato papà per essere un genero troppo riservato. Nonna mia era già morta all'epoca del fatto. Ho bruciato la carta e le verità che v'erano riportate non le dirò a nessuno.Mai.

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mercoledì, 14 febbraio 2007

Non è lecito entrare nella cella di un altro, senza aver prima bussato alla porta //...Dopo il lavoro, nessuno potrà recarsi ad ungere ed ammorbidire le mani . Nessuno , poi, unga tutto il corpo se non in caso di malattia; e non si lavi né si immerga dentro l'acqua in assoluta nudità, a meno che il male non sia grave // Nessuno potrà lavare o ungere un altro, se non gli sarà stato odinato. // Nessuno chiacchieri con un altro nell'oscurità. // Nessuno dorma nella stuoia insieme ad un altro. Nessuno tenga la mano di un altro; invece, o che si stia fermi in piedi, o che si stia camminando, o che si stia seduti, vi sia la distanza di un cubito tra l'uno e l'altro. // Nessuno osi espellere una spina dal piede di un altro, furorché il preposto della casa, il secondo e chiunque altro cui è stato ordinato. //...nessuno riceva qualcosa da un altro senza ordine del preposto...// In due non stiano seduti insieme sul dorso nudo di un asino né sopra il timone di un carro. [Girolamo, dalla Regola di Pacomio, 400 D.C.]
postato da: Opposite alle ore 11:57 | link | commenti (14)
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lunedì, 12 febbraio 2007



CUM GRANO SALIS:   " A chi vuole conoscere la psiche umana...sarebbe consigliabile dire addio allo scrittoio e, armato di tutta la sua umanità, vagabondare per il mondo, attraverso gli orrori delle prigioni, dei manicomi e degli ospedali; attraverso le tetre bettole di periferia, i bordelli e gli inferni del giuoco; attraverso  i salotti della società elegante, la borsa, i raduni socialisti, le chiese, i revivals e i riti estatici delle sette: sperimenterebbe così l'amore e l'odio, la passione in tutte le sue forme; tornerebbe arricchito di un sapere che i suoi fitti trattati non gli avrebbero mai dato, e sarà un medico per i suoi pazienti, un vero conoscitore dell'anima umana " [ C.G.Jung,VII, 240]


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sabato, 10 febbraio 2007



Commento inviato  via mail dagli amici Keiko e Naonobu da Tokio sul post precedente



Poi abbiamo visto il tuo blog, trovato le foto interessante.

Uno dei queste sembra spazzolino da denti (con il dito),

c'e' scritto i "kanji" che significa "utensili strani".Ci ha fatto ridere!



Anche un'altra e' giapponese?

Naonobu ha ditto che sia utile da pollinosi !

(in Giappone questo periodo comincia la stagione di pollinosi)

ma come le hai trovate?

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giovedì, 08 febbraio 2007





Ad hoc. E già che ci sono, consiglio il Ditofricio:







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martedì, 06 febbraio 2007



" Per indicare il coito scrivono due volte il numero sedici. Come abbiamo già detto il numero sedici indica il piacere, e poiché nel coito si ha l'unione di due piaceri, quello dell'uomo e quello della donna, essi scrivono un altro sedici accanto al primo " [ Orapollo, I Geroglifici ]
postato da: Opposite alle ore 16:50 | link | commenti (11)
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domenica, 04 febbraio 2007





BLOB, di Paul Bourke, e mi viene il rammarico di non essere esperto di Informatica e videografica.

postato da: Opposite alle ore 15:46 | link | commenti (11)
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