La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole e reca...inforcata sulla spalla una mappazza di fieno. A venir dietro, la madre che la segue a spalle curve sotto il peso del carico d'erba che ha falciato. "Giusto è tempo di mettersti il fiore tra i capelli, scimunita!" la vitupera mentre lei procede a piedi nudi di callo per il viottolo, la mano stretta al manico del forcone e al pinzo di un fazzoletto colorato. "Ridicola!" insiste l'altra "La Signorina...tutta mezza strappata, coi cenci addosso e la puzza di stabbio...aspetta che come s'arriva, lo rivedi il fazzoletto bello per la festa! E al babbo lo dico! Vagabonda, che io fatico e lei al campo invece oggi s'è messa al riposo!". "Ho la luna oggi!" prova a dire pensando ad altro, ma la madre la rimbecca "Anche i giorni del parto, io ho lavorato!". Stentar duro, in effetti, esser nata villana. Levarsi manco all'alba e tutto un far di pollaio e governar maiali, poi l'erba al campo e via senza fermarsi un attimo nella giornata e giorni di geloni a sciacquar panni nel freddo della fonte e freddo addosso o caldo col sudore che inonda pulci e pidocchi sparsi tra le croste. Ora la brezza, a recarle il ricordo vivo di quello sguardo che tanto l'ha colpita nei giorni scorsi, dato dall'alto del palazzo. Lì è la via del ritorno dal campo, e ora che è vicina, alza lei gli occhi e lo rivede, il conticino gobbo sul balcone , ma.. "Ma non mi vede?" pensa e rallenta l'andatura all'ondeggio. "Oh, ti muovi che mi si rompe il passo?" la pungola la madre "ti fermi come i ciuchi!" tenta ancora. Le gote rosse d'una vergogna a rabbia e dispiacere, lei resta ferma un attimo, poi decide e prende a testa bassa a scendere il viottolo che mena a quel tugurio che le è casa. Poi dopo, a sole spento, che piangeva a posar la testa al collo del somaro nel riveder la scena dell'obbrobrio, del gobbaccio, che mentre lei passava, invece di guardarla se ne stava girato alla finestra di fronte a gridacchiare piano "Silvia! Silvia, dischiudi la finestra! Voglio vederti prima del calar del sole!". [ Anonimo]