Abarabàcicìcocò, tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del...bidello. Sì, del bidello, perché la figlia del dottore era scappata con tale Karl, camionista Olandese, e non s'era fatta più vedere. Dal giorno poi che fu tornata smagrita e male in arnese, se ne restò chiusa nella sua stanza sorda ad ogni domanda di madre, padre e sorella. Per fortuna, in quella casa ogni camera era dotata di bagno, ché la porta lei l'apriva solo per ritirare il mangiare dopo che le avevano lasiato il vassoio su uno sgabello. "Almeno per vedere che sia ancora viva" ribadiva la madre agli altri due che, fosse stato per loro, avrebbero condotto la faccenda in tutt'altra maniera. Una sola volta ebbero la sorpresa di vederla comparire, e fu quando passò rapida per il corridoio, valigetta in mano, annunciando "Entro in convento". "Meglio !", fece la sorella. Il padre immobile e interdetto, la madre provò a slanciarsi a riprenderla per via, ma, fatti pochi passi, si slogò una caviglia e la cosa finì li.
Dove fosse poi finita, per un pezzo non lo seppero (all'epoca in tv non avevano ancora inventato "Chi l'ha visto"), finché una pia donna di ritorno da un pellegrinaggio, si presentò affannata a dire che lei, la signorina Clarice l'aveva riconosciuta fra certe monache Figlie di Maria. "M'han solo detto un Grazie, null'altro" riferì poi a chi volle sapere e a chi non poteva importargli di meno.
Era un giorno d'autunno, quando Clarice fece finalmente ritorno alla casa paterna. Cambiata, sì era cambiata di certo, ché abbracciati gli altri immobili, mentre fuori pioveva li volle mettere a parte di quanto le era occorso. Dell'esser stata monaca e delle confessioni fatte a quel pretino che tanto la comprendeva nei suoi affanni,che già alla terza volta era scoppiato un amorazzo confessionale prorompente. Dismessi tonaca e velo, s'era trovata a seguire quel Gettulio, spretato, fino a Guastalla dove erano poi rimasti, lui a fare il benzinaio, lei la cameriera in un bar lungo la statale. E del giorno che al bar s'era vista davanti Karl, che ora s'era inchiattato, e s'era nascosta nello sgabuzzino a veder meglio. Di lì s'era stupita a vedere che con lui era entrato Gettulio.
E i due a darsi abbracci e pacche sulle spalle , finché erano saliti insieme sul camion e Gettulio non aveva fatto più ritorno.
Finito il racconto a piangere, quando Clarice ebbe riaperti gli occhi si guardò intorno e vide. Sua madre s'era addormentata sul divano davanti alla tv, la sorella era salita in camera da un pezzo e il dottore era uscito per tempo a fare il dottore.
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