Le Chiesarelle
Ero salito fin lassù richiamato dalla mole dell’edificio che avevo visto dal basso, alta e massiccia a dominare il colle sovrastante il paese che affacciava sul mare. Avevo percorso di buona lena la strada che portava in alto, sterrata e a curvoni, finché ero giunto alla spianata antistante la basilica, spazio enorme che annunciava l’immenso della costruzione. Sterrato anche questo, come la strada, di terra mista a breccia di scoglio frantumato da calpestii secolari di chi era salito in alto per accostarsi al Sacro con devozione modesta. Mi guardai intorno, ove non v’era null’altro che le bocche dei portali della basilica a richiamarmi, spalancate ad accogliere ogni viandante senza frapposizione d’ostacolo alcuno. Passi ne feci, tanti, per giungere alla soglie e trapassarne una scelta a caso tra le tre, maggiore la centrale delle due che l’affiancavano sull’affaccio istoriato di immagini a rilievo d’ogni sorta. Nell’interno sentii di perdermi in un’immensità di spazio. A sorprendermi fu l’abbandono, quei finestroni alti dai vetri a pezzi, vessilli a pendere dalle volte strappati, altari divelti. Vento era entrato e pioggia a raffica e rami di albero e polvere tra gli arredi atterrati e sparsi. Non un’immagine sacra era rimasta sugli spazi adeguati, non un segno, solo abbandono e rovina d’un luogo ch’era stato sacro. M'aggirai per un attimo perplesso a sentirmi sperduto in domande e, lentamente, così come ero entrato, ritornai sui miei passi a guadagnare l’uscita. Fu lì, nello spazio di parete dove poggiava l’anta di una porta di legno ormai corroso, che vidi il ritrattino appeso d’una fanciulla entro una cornice a dir poco modesta. Il gesto repentino che feci a prenderlo ebbe un che di furtivo, pur nella solitudine vasta del silenzio a guardarmi con occhio di rimprovero. Quando poi tornai in basso, temetti sulle prime d’un qualche castigo, con l’intero paese che s’era ribellato al mio fare sacrilego d’aver sottratto l’immagine. Mi ritrovai così, quel giorno stesso, a tornare all’alto a capo della processione, l’icona in mano, per ricondurla al luogo che le era stato dedicato nel tempo antico, ma il perché a tanta devozione facesse riscontro l’abbandono non vollero dirmelo, né lo seppi mai.