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mercoledì, 31 maggio 2006

                                                                                      Scarpe

Le scarpe non devono essere strette perché soffrendo il piede, ne soffre pure tutta la persona e può portare un'alterazione nervosa.  Consigliamo poi  a non far mai uso delle scarpe di gomma, e nemmeno di quelle inverniciate, perché sono malsane e possono produrre gravi inconvenienti.  Così pure i soprabiti di gomma o impermeabili, sono antigienici ( Dizionario mondiale dei consigli pratici- Romeo Mangoni Editore, Milano, Corso S.Celso 9, 1882)

postato da: Opposite alle ore 13:43 | link | commenti (11)
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martedì, 30 maggio 2006

 

                   E che nessuno dica che la Ricerca non implica Sacrificio!

postato da: Opposite alle ore 00:23 | link | commenti (10)
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sabato, 27 maggio 2006

 

                                                              

                                                                    Guido Reni ritratto di vecchia

E si mise davanti al foglio dello schermo a vedere se gli veniva un'idea. Già, perché doveva essere originale, l'idea. Davanti a sé l'occhio spento della webcam ed un tavolo allungato ricolmo di fogli disegnati, libri, dischi e persino la bottiglia di deodorante a smorzare il fumo con la finestra aperta. Curiosa, stretta e lunga da cui uscivano le bacchettine di legno che affondavano nel liquido. Cominciava a preoccuparsi, in realtà, per il gusto che gli era venuto di starsene davanti al mondo che affluiva dallo schermo. Non aveva mai capito, fino allora, tutto quel gran parlare che si faceva sull'uso del pc, su internet. E dai a spiegare ai conoscenti stupiti che gli facevano "Che fai? Ti sei messo a chattare?"  che comunicare attraverso un blog non è sinonimo di porcherie. "AH, anche la telecamera, eh!". Che ne sapevano, loro, di quel confrontarsi che faceva su argomenti, sulla lettura approfondita di un post, sull'attesa dei commenti, sul dovere di cortesia di lasciare una traccia del passaggio dagli amici. E degli scambi arguti col toscano che tirava a fregare ché tanto i suoi testi erano troppo perfetti e lui non ci credeva per scherzo, del saluto mattutino della Gentilissima, dell'altra brava che non riusciva a parlarci perché lo trovava sempre già occupato, di quella che di sicuro si era offesa dopo due contatti interrotti da buon maleducato, della Principessa che non s'era degnata. Di quello del cielo. Di quelle che si affacciavano timide. E di quanti nel leggerlo lo credevano diverso quando si presentava nome, cognome, età, professione. E di quello premuroso che veniva a soccorrerlo nei problemi tecnici del blog. Del maestro, il primo che aveva contattato e che lo aveva sostenuto giorno per giorno nell'avventura del mondo sconosciuto fino a diventare veri amici alla distanza. E dei progetti da portare avanti insieme ad altri. E di quelli che nella notte ti hanno raccontato tutto e sono spariti, di quelli che vanno e vengono tra un copia, incolla e parli con tre insieme, uno a voce e due in chat. E di tanti altri in tanto Altro.

postato da: Opposite alle ore 01:45 | link | commenti (18)
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venerdì, 26 maggio 2006

 

Macbeth: " Non hai rimedi per una mente malata, non sai strappare alla memoria un dolore, raschiare i triboli incisi nel cervello, e con un dolce antidoto d'oblio nettare il petto dal grumo pericoloso che grava sul cuore?"

Medico: " No in questo il paziente deve farsi medico di sé stesso"  (Macbeth,V,3)

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giovedì, 25 maggio 2006

 

Come dorme dolce la luna su questo pendìo!  Ci siederemo qui e ci scorrerà nell'orecchio il suono della musica: mite quiete e notte s'accordano alle note della dolce armonia. Siedi, Gessica; guarda come il fondo del cielo è intarsiato fitto fitto di paténe d'oro lucente...  (Shakespeare, Il mercante di Venezia,V,1)

postato da: Opposite alle ore 18:16 | link | commenti (2)
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INVIDIA

Sono invidioso.  E' un segreto bellissimo che non ho mai rivelato a nessuno.  So che da qualche parte esiste un ragazzaccio di cui sono molto invidioso.  Lo invidio per come lui si batte - così audace e ingenuo al tempo stesso, come io non fui mai.  Sono invidioso per come ride - di ridere così io non ero capace, quando ero ragazzo.  Lui sempre pieno di sbucciature e bozzi - io sempre più pettinato, più illeso.  Tutti quei passi, nei libri, che leggendo io saltavo, lui non li salta.  Anche in questo è più forte.  Sarà onesto, ma di una feroce rettitudine,  se occorrerà lottare per la verità ed il bene.  E là dove io ho gettato la penna, fra me dicendo  " Non ne vale la pena...",  "Certo che vale! "  dirà lui, e in mano riprenderà la penna.   Ciò che non potrà sciogliere, lui lo taglierà.  Io, ciò che non sciolgo, neppure lo taglio.  Se si innamorerà, sarà un amore imperituro.  Io, sempre riproverò ad amare, ma passerà l'amore.  La mia invidia, dissimulerò - e sorridendo farfuglierò come un sempliciotto : " Ognuno ha il suo destino..."  non so dimenticare che da qualche parte esiste un ragazzaccio, che saprà sempre avere più di me. (Evtusenko - Poesie,1955)

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mercoledì, 24 maggio 2006

postato da: Opposite alle ore 20:09 | link | commenti (6)
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Scrittura. Il testamento di Astarte alle sue figlie

Non bruci mai il lafano senza motivo e non si sollevi  spirito da un'anima turbata. L'ultima luna di agosto, 12893 anni dopo l'edificazione della città degli dei, salirete tutte sulla cima più alta di questo mondo, con tutte le scritture, lasciando dietro di voi le preoccupazioni, le noie, le religioni, le vostre case e i vostri talismani. Ognuna di voi prenderà con sé uno dei suoi figli e un figlio del vicino. Fortunati gli animali che vi seguiranno. Là, nel bianco della neve e nel cielo d'agosto, canterete i fuochi che cadranno dal buio. La terra tremerà e le acque lambiranno i vostri piedi. Inneggiate al dono divino. Inneggiate ai secoli nuovi. Inneggiate alla nuova creazione che gli occhi dell'anima vostra potranno godere. E la vostra canzone l'ascolteranno le stelle.  (Mara Meimaridi, Le Streghe di Smirne)

postato da: Opposite alle ore 08:07 | link | commenti (4)
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martedì, 23 maggio 2006

Uffa

Ci si sveglia di buon mattino, ci si prepara davanti alla macchinetta, si apre quello che c'è da aprire, si girella, si commenta, ti dice Error e per mezz'ora non ti fa entrare nei commenti del post che hai commentato, ci si saluta a digitazione con un altro più in là, si appresta tutto per il tuo post quotidiano, si pensa, si va a trasferire un'immagine, non la ritieni adatta, se ne cerca un'altra......mezz'ora buona a tentare di copiarla senza vedere risultati, si chiude e non si pubblica, si rigirella e si trova il commento che aveva rifiutato con Error pubblicato perché ora ti fa rientrare nei commenti, si torna al proprio blog, si vede che ha pubblicato un post vuoto di tutto fuorché l'Url dell'immagine che volevi stampata. Si cancella, si riprova, mette invece dell'immagine il quadratino con la crocetta rossa sopra, ci si sfoga scrivendo questo lamento a sé stessi. Era mica obbligatorio leggere fin qui!

postato da: Opposite alle ore 09:29 | link | commenti (8)
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lunedì, 22 maggio 2006

Semel in anno

v

Soddisfatti, per essere riusciti una volta tanto a portare un trolley essenziale, per essere arrivati, perché l'aereo della collega è atterrato con due ore di ritardo e siamo rimasti ad aspettarla in quattro mentre, come ci ha visto, lei si è fiondata all'esterno dell'aereoporto senza salutare a dare boccate estreme alla sigaretta. Soddisfatti del tassista che a tromba umana ha suonato per un'ora di Cupole Calcistiche, Politiche, Ecclesiastiche solo per negare l'esistenza di Cupola locale. Soddisfatti per essere arrivati a Convention iniziata senza poter fare e avere acqua,  per aver salutato tutti agitando le mani a paletta, per essere trasbordati dopo poco in città per assistere alle Troiane al Teatro Greco seduti tra scolaresche accaldate, per un gelato arraffato al volo a placare uno stomaco fin lì vuoto. Soddisfatti per una cena così così, per il disguido che ha portato ad una notte foriera di zanzare in mansarda afosa senza bagno. Soddisfatti per il cambio sistemazione la mattina seguente, per esserci connessi quatti quatti a Splinder dalla Reception con le due impiegate premurose dell'esigenza dell'uomo di Sapere. Soddisfatti del confronto coi colleghi, della giornata di studio col venticello che aleggiava le tende del gatzebo, di Elisabetta Pozzi che rifaceva l'Ecuba a modo suo al Teatro, della cena ancor più così cosi. Soddisfatti per aver convinto il disk jokey a mandare musica attuale, per esserci scatenati a corpo sudato e camicia aperta, per aver richiamato Dioniso a muovere un consesso Apollineo che si è fatto frenetico. Soddisfatti perché la collega compagna di danza, invasata da Bacco, ha avuto un accenno di disarticolazione della spalla sinistra. Soddisfatti della visita a Ortigia il mattino seguente, delle granite, dei saluti, del chek in automatico, del volo col biscotto Alitalia, del treno, del rientro col saluto MSN agli amici assonnati, della notte a meritato ristoro. Di adesso che sono qui, io Bambino, a riprendere quota in questo volare per giungere a Voi , più assennati, negli occhi e nel cuore.

postato da: Opposite alle ore 11:29 | link | commenti (7)
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